Un'ultima cosa da dire

Il mio nemico non ha nome

Non ha nemmeno religione

E il potere non lo logora

Il potere non lo logora



Sono seduta davanti il computer, con un toast al formaggio e un bicchiere di the alla pesca a mezzanotte e mezza. E sto scrivendo articoli, con gli occhi stanchi, con la pancia dolorante, con la mente affaticata e la lingua pungente morsa tra i denti.
Perché?
Al momento provo unicamente a voglia di lamentarmi. Non di parlare di argomenti condivisibili dal lato sensibile e umano del lettore tipico di questo blog, no, voglio solo lasciare andare la mia vena critica e fare un'autentica strage.
Perché#2? Perché l'alternanza è inutile, inutile, ecco, l'ho detto. Ed è inutile che per una manciata di crediti io stia seduta a fare i conti con il mio blocco dello scrittore- perché, parliamoci chiaro, se ho il blocco, il blocco c'è per me, c'è per i miei progetti, c'è per il blog e c'è pure per l'asl, che significa in linea diretta CHIUSO PER FERIE FINO A DATA DA DESTINARSI.
Stop, fin, caput.
Che poi, se proprio dobbiamo mettere i puntini sulle i, ed io ho una gran voglia di metterli per la miseria, questo governo che ha un'utilità pari agli assorbenti dei discount (Non sapete degli assorbenti dei discount? Beh dovreste visto che l'iva è ancora al 22%) doveva per forza scombinare qualcosa che andava benissimo prima del loro intervento e sì, giustamente hanno pensato di vanificare qualsiasi sforzo precedente.
Già, l'alternanza scuola-lavoro, o scuola-scuola, o scuola-sfruttamento, o scuola-privazione-di-qualsiasi-tempo-libero, è una cosa inutile di per sé. Rendere vane le ore di tre anni di rinunce ad impegni personali, stupidi sforzi e sacrifici in nome di un esame di maturità redatto con la parte inferiore dei glutei? Decisamente di cattivo gusto.
Ebbene sì, tutto questo gran macello per poi annullare la valenza dell'asl.
E io dico, non me ne voglia nessuno, non sia mai che i poteri forti mi vengano a prendere a casa, in nome delle sacrosante polemica e lamentela, ma può essere mai che deve sempre andarci di mezzo la scuola? L'istruzione?
Ok, che ci voglia una riforma sulla scuola è ben chiaro da parecchio tempo, ma una riforma sugli esami di stato era completamente inopportuna- un progetto non si inizia DALLA FINE.
Eh sì, mi sto lavando la coscienza giusto all'ultimo post, una piccola soddisfazione personale quella di rivelarmi per la polemica che in realtà sono. Che gran peccato.
Ma comunque.
Volendo dirla tutta, non sono dispiaciuta dei percorsi che ho scelto, che hanno sempre bene o male dato sfogo alla mia vena creativa. Poi questo blog, che sarebbe dovuto essere un blog a tema e invece, giusto per scansarmi dal rischio di restare intrappolata entro un unico argomento, ho reso un diario, un luogo di sfogo e chiarezza per le mie idee, una finestra sulla mia mente bacata. Io gli sono grata. Lo stato delle margherite è me a tutti gli effetti, in tutte le sfumature. E' violentemente per i fatti suoi, non chiede scusa per i suoi contenuti così come non chiederò scusa io per avere battuto queste parole.
Però ho perso così tanto tempo che andrei al ministero dell'istruzione e me lo farei accreditare in denaro.
Così, giusto perché sono una persona con dei forti valori morali.
C'erano così tante cose sbagliate, così tanti principi assurdi in quest'iniziativa che non so nemmeno da dove cominciare. Anzi, non mi sentirei mai e poi mai di incolpare gli insegnanti per il supporto che hanno provveduto sempre, ma, ecco, avendo davanti un paio di politici che hanno approvato questa stupidaggine penso proprio che gli pesterei un paio di piedi.
E questo, signore e signori, lo sto scrivendo giusto perché avevo un unico articolo mancante. Ho pensato, molto giustamente, perché non rivoltarsi al sistema? Cos'ho da perdere?
Effettivamente non ho proprio nulla da perdere, faccia e dignità le ho mollate lungo la strada molteplici volte.

Detto questo, è stato un viaggio, comunque un'esperienza che ha portato dei frutti. Quali, esattamente, con l'umoraccio che mi sento ora addosso non saprei dirli, ma ci sono.
Non è un addio, è un arrivederci.


Alla prossima, possibilmente slegata da ogni obbligo scolastico,
-Maria Federica

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