Cronache della dimenticanza, parte III: Damnatio Memoriae

Questi sono quelli che chiamano
Duri
Sentimenti
D'amore



Domande. Altre domande.
Come si fa a dimenticarsi di qualcuno?
Qualcuno che si è mosso nel nostro spazio, che ha riso ad una nostra battuta, che ha esalato il nostro stesso ossigeno?
Come ci si dimentica di qualcuno che abbiamo conosciuto, che ci ha detto qualcosa di sé? Le persone ci lasciano sempre qualcosa di loro- è quel qualcosa che resta, che resiste al fuoco e alle lacrime.
Come ci si dimentica di qualcuno che è vivo? Anche se ci sbatte in faccia la sua esistenza ogni giorno, come si fa? Ognuno vive la propria vita in maniera separata, okay, ma come si fa?
Come ci si dimentica di qualcuno che è morto? Quel qualcuno che ci ha insegnato o ci ha voluto bene o forse male, ma come si fa?
Come ci si dimentica di qualcuno che si è odiato? Che forse ci ha fatto così tanto male che le ferite non sono mai guarite del tutto, come un promemoria doloroso.
Come ci si dimentica di qualcuno che si è amato? -chiedo per scienze-
Come si fa a lasciare andare all'oblio qualcuno per cui il nostro cuore ha battuto? Non è snaturare il proprio animo? Andare contro se stessi?
Un conto è andare avanti, un altro è... dimenticare. Che suona tanto come cancellare.
O ripudiare.
Tipo "sei stato un errore"- ma per non cadere negli stessi inganni bisogna ricordare, mantenere vivi gli insegnamenti.
Come fai a dimenticarti di me, a ripudiarmi? Con quale coraggio fai finta che io non sia mai esistita? E no, questo non è uno stupido passaggio di uno stupido post di uno stupido blog di uno stupido progetto, questo è, ancora, dolore su carta, dannatissima sofferenza su pixel.
Vuoi veramente cancellarmi? Togliermi da te stesso? Io? Vuoi veramente obliare me, i miei occhi, le mie mani, il suono della mia voce, i miei capelli?
Ca**o, davvero? Pensi che ti farà stare meglio, questo? Pensi di giungere all'atarassia -alla felicità?- avendomi fuori dalla tua testa? Così, piuttosto che prendere il tuo telefono e chiamarmi e dirmi che hai bisogno di toglierti un peso dal petto?
Meglio così? Lasciare, ancora?
Mi vuoi dannare dalla tua memoria, bandire dalla tua testa- ma se quando sono andata via non hai fatto altro che darmi della traditrice?
Io non ero legata a te, né viceversa, allora perché ti sei aggrappato a questo, perché ci sei rimasto male se oggi vuoi cancellarmi? O forse dovrei dire perché vuoi cancellarmi se prima hai fatto di tutto per legarmi a te, per cercare un misero contatto?
Davvero, come fai, come puoi volerlo fare? Come fai ad abbassare lo sguardo e ad ignorarmi o a salutare sottovoce, come se la confidenza fosse un segreto da mantenere?
Che cosa avrai imparato, così? Che il tempo non guarisce tutto?
Forse il tempo non guarisce certe cose affinché ricordiamo, affinché esse possano continuare a darci, ad insegnarci, ancora e ancora.
Oppure il tempo o il fuoco o le lacrime non ci hanno permesso un distacco proprio perché forse abbiamo ancora da dirci, da farci, da urlarci in faccia.
Forse non è ancora destino che mi dimentichi.
O forse è solo destino che la ferita continui ad ardere.


-Maria Federica

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